Scoperto sistema solare con sette pianeti, alcuni simili alla Terra

Una nuova straordinaria scoperta è stata annunciata dalla Nasa. E’ stato scoperto un nuovo sistema solare con sette pianeti, alcuni simili alla Terra, sei dei pianeti sono in una zona temperata in cui la temperatura è fra zero e 100 gradi. La ricerca , è stata pubblicata sulla rivista Nature ed è stata condotta dall’università belga di Liegi da un gruppo internazionale di scienziati e illustra il più grande sistema planetario mai scoperto e i “sosia” della Terra. La stella che è stata chiamata Trappist-1 è distante 39 anni luce.

Didier Queloz, dell’Università di Ginevra, coautore dello studio, ha detto: “Vent’anni dopo l’individuazione dei primi pianeti extrasolari si tratta di una delle più grandi scoperte e la ricerca di forme di vita su di un altro pianeta è oggi a portata di mano”. La sua gioia è condiviso da Seth Shostak del SETI Institute, che ha dichiarato: “Se pensate ancora che l’universo sia ‘sterile’, vuoto, vi sbagliate”.

La stella Trappist-1 è molto più piccola e debole rispetto al nostro Sole e i pianeti ruotano attorno ad essa. Michael Gillon, coordinatore della ricerca, spiega: “E’ un sistema planetario eccezionale, non solo perché i suoi pianeti sono così numerosi, ma perché hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra”.
“Questa scoperta è un notevole passo in avanti nella ricerca di pianeti abitabili, dove ci siano condizioni ambientali favorevoli alla vita” è quanto ha dichiarato Thomas Zurbuchen, l’amministratore del Science mission directorate della Nasa.

Per la scoperta è stato usato il telescopio Trappist che è installato in Cile all’ European Southern Observatory. Gli scienziati hanno scoperto che tre dei sette pianeti dei Trappist-1 si trovano nella zona abitabile, cioè ad una distanza dalla stella che permetta di avere acqua allo stato liquido. In questi pianeti quindi potrebbero esserci oceani e forse anche la vita. I sei pianeti che sono più vicini alla stella sono simili alla Terra sia per dimensioni che per temperatura, probabilmente hanno anche una composizione rocciosa.

Trappist-1 era stata scoperta nel maggio del 2016 dagli astronomi ed insieme ad essa anche tre pianeti che si trovano nella fascia abitabile. Trappist-1 si trova nella costellazione dell’Acquario ed è una stella nana rossa ultrafredda e molto piccola e meno luminosa rispetto al sole, un po’ più grande di Giove. La sua massa è uguale a un decimo rispetto a quella della nostra stella e la sua luminosità pari a solo 5 decimillesimi. I pianeti sono molto più vicini tra loro rispetto ai pianeti del nostro Sistema Solare. Effettuano un’orbita completa intorno alla loro stella nell’arco di pochi giorni, il loro anno ha una durata minima è di un giorno e mezzo e quella massima di 12,3 giorni. Essendo cosi vicini ogni pianeta esercita su quello vicino delle piccole perturbazioni, questi piccoli disturbi hanno permesso di calcolare il raggio e la massa di ciascuno dei sette pianeti rocciosi che ruotano intorno a Trappist-1.
In questo modo, ha dichiarato Desidera: “si è capito che ci troviamo di fronte a un sistema planetario che contiene pianeti con una densità simile a quella della Terra e che ricevono dalla loro stella una quantità di calore simile a quella che la Terra riceve dal Sole. Per questo tutti questi nuovi mondi alieni sono “promettenti per avere una densità simile a quella del nostro pianeta, un’atmosfera non troppo densa e acqua liquida in superficie”.

I primi tre esopianeti, che orbitano intorno a Trappist-1, furono scoperti all’inizio del 2016. Utilizzando il telescopio spaziale infrarosso Spitzer della NASA, gli astronomi hanno identificato quattro nuovi pianeti, arrivando a sette membri, denominati TRAPPIST-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. Gli astronomi credono che queste stelle nane potrebbero ospitare molti pianeti di dimensione uguali alla Terra in orbite molto strette. Trappist-1 è il solo il primo di questi sistemi ad essere stato scoperto.

Amaury Triaud, dell’università britannica di Cambrige e coautore dello studio spiega: “La produzione energetica delle stelle nane come Trappist-1 è molto più debole di quella prodotta dal Sole. Perché ci sia acqua liquida in superficie, i pianeti dovrebbero essere in orbite più vicine di quanto vediamo nel Sistema Solare. Fortunatamente sembra che questa configurazione compatta sia proprio ciò che troviamo intorno a Trappist-1”.

Alcuni dei sette pianeti di Trappist-1 potrebbero avere acqua liquida in superficie, anche se le distanze orbitali privilegiano alcuni candidati più indicati rispetto di altri. Tre dei pianeti più interni si pensa siano troppo caldi per avere acqua liquida e quello più esterno invece è troppo distante e freddo per avere acqua. Mentre i tre pianeti che sono con le loro orbite nel mezzo possiedono le giuste condizioni per ospitare la vita.

Silvano Desidera, astronomo dell’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica dichiara all’Ansa che: “Il gemello della Terra non è mai stato così vicino: dopo i tanti annunci degli anni passati sulla scoperta di pianeti simili al nostro, averne visti sette in una volta apre una prospettiva completamente nuova. In passato ci sono stati più volte annunci su possibili gemelli della Terra, ma adesso ci si sta avvicinando molto di più. E’ una bella scoperta”, ha inoltre aggiunto “incoraggia la ricerca di pianeti in grado di ospitare la vita”. L’esistenza di un sistema solare come quello della stella Trappist-1 conferma infatti che “pianeti piccoli simili alla Terra sono abbastanza frequenti, anche attorno a stelle molto diverse dal Sole”.

Secondo i ricercatori i tre pianeti che si trovano nella fascia abitabile sono Trappist-1 e, f, g, essi si trovano a una distanza che permette la presenza di acqua liquida sulla superficie.

La presenza di acqua allo stato liquido rimane però soltanto un’ipotesi degli scienziati che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella in quanto non è stata ancora rilevata in modo diretto.

Adesso il nuovo obiettivo è quello di sapere di più sul sistema planetario di Trappist-1.

Questa nuova scoperta fa ben sperare che la vita in un altro pianeta, lontano dalla Terra, probabilmente esiste davvero.

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