Oh, DoLcE PiaNoForTe…

In un minuscolo angolo della mia mente c’è un piccolo pianoforte che inizia a suonare quando il mio umore incomincia a vacillare. È un pianoforte molto dolce, e sebbene io non abbia mai imparato a suonarlo, perlomeno ho imparato a riconoscerne i tasti. È incredibile come una semplice tastiera possa produrre delle note così belle ed è altrettanto strepitoso come una serie di note possa suscitare così tante emozioni in una persona, da indurla persino a lacrimare per la commozione. Vedete, quando ascolto un pianoforte è come se qualcuno mi stesse accarezzando la testa; una dolce ninna nanna che mi trasporta in una dimensione intermedia tra il sogno e la realtà. Il pianoforte oltrepassa i confini della realtà immanente e valica quelli del sogno.

Oh, dolce pianoforte, con te ho trascorso alcuni dei momenti più tranquilli e sereni della mia esistenza. Quando ti ascolto divento una bambina, gli occhi mi si inumidiscono e diventano lucidi per la sorpresa che mi induci. A volte sento persino mancarmi il fiato. È come se le tue note mi entrassero dentro al corpo e poi sempre più in profondità, fino a raggiungere l’anima o comunque la parte più intima del mio essere immateriale.

Oh, dolce pianoforte, non mi stuferei mai di darti ascolto. Se potessi impedirti di spegnerti lo farei immediatamente. Come preferire il rumore assordante di un mondo disordinato alle rilassanti note della tua tastiera armonica?

Oh, dolce pianoforte, sì, sto incominciando a sentire qualche nota. Ti stai per caso accendendo? Vuol dire che avverti la mia malinconia? Tranquillo, non è nulla, un po’ di tristezza passeggera, ma vedrai che tra pochi minuti starò meglio: inizierò ad ascoltarti e tutti i miei tristi pensieri si perderanno in un buco nero mentre tu mi trasporterai sull’erba di quel bellissimo boschetto attraversato da un fiumicello dentro al quale sguazzano innumerevoli pesci colorati. Mi adagerò sul prato, lentamente, i raggi del sole che mi sfiorano il viso, mentre gioco a tirare dei sassolini dentro l’acqua.

Oh, dolce pianoforte, ci sei ancora? A volte ho paura che la musica che sento nella mia testa sia solamente uno scherzo della mia memoria a lungo termine e che tu in realtà non suoni più niente di nuovo per me. È così? Sono solo ricordi quelli che ho dentro?
No, aspetta, questa melodia non me l’hai mai suonata. Allora ci sei ancora, non te ne sei andato! Che bello! Pensavo di averti perso. Scusa, io ho sempre paura di perdere ciò che mi rende felice e non vorrei mai che un giorno nella mia testa non ci fosse più alcuna tua nota. Io non immagino nemmeno quanto possa essere devastante il silenzio.

Oh, dolce pianoforte, continua a cullarmi cosi come stai facendo ora e così come hai sempre fatto. Io chiudo gli occhi, provo a immaginarti, ma non ci riesco: tutto ciò che vedo sono solo delle lucine informi. Forse sei talmente bello che nessuna forma materiale potrebbe mai contenere la tua essenza? Non importa, davvero, a pensarci bene non mi interessa come tu sia… basta che tu non esaurisca le tue note per me.

Oh, mio dolce pianoforte, sì, in questo momento ti sento più mio che mai. Più passa il tempo più cerco di confinarti in uno spazio che sia sempre più al segreto nella mia mente, così che davvero nessuno possa mai innamorarsi delle tue note. Non mi va di essere egoista, però non vorrei mai che tu smettessi di suonare per me e iniziassi a farlo per qualcun altro. Chi potrebbe poi riuscire a farmi sorridere ancora? Una chitarra? Un flauto? Un violino? No! No! No! Per quanto le loro melodie possano essere bellissime, io non rinuncerei mai al mio piccolo pianoforte.

Oh, dolce pianoforte, se un giorno accadesse che qualche tuo tasto si rompesse io non smetterei mai di ascoltarti: i tuoi eventuali stridolii non potrebbero in ogni caso essere peggiori del frastuono che spacca i timpani non appena ti riversi in strada. E poi mi sarei talmente abituata al tuo suono che non ci farei nemmeno caso alle tue imperfezioni. Anzi, forse sarei più felice perché mentre per gli altri saresti ormai un vecchio strumento da raccattare, per me continueresti ad essere lo strumento più dolce di questo mondo.

Oh, dolce pianoforte, dovrebbe essere il contrario, ma sei proprio tu ad accordare me. Mi riassesti in una maniera incredibile. Forse un giorno imparerò a suonarti e allora ti sfiorerò delicatamente con i polpastrelli così da essere più delicata possibile e non provocarti dolore. Indosserò anche un paio di guanti soffici, così da non sporcare i tuoi lucidi tasti bianchi.

Oh, dolce pianoforte, sento che ti stai piano piano spegnendo. Hai scacciato la mia tristezza e ora vuoi riposarti? Io potrei farti addormentare: non posso suonarti nulla, però posso cantarti la ninna nanna, ti va?

Oh, mio dolce pianoforte, forse prima sono stata un po’ troppo egoista con te: io non voglio privare il mondo della tua melodia. Sì, ti vorrei tutto per me, certo, però sei talmente bello che sicuramente potrai fare del bene a tantissime altre persone, potrai allietare chi è triste con le tue note e rendere felici un sacco di persone, oltre a me. Sì, voglio che sia così. Voglio condividerti con l’intero universo.
Però promettimi una cosa, mio dolcissimo pianoforte: promettimi che non ti farai mai nemmeno minimamente sfiorare da gente con le mani pesanti e promettimi anche che non ti dimenticherai mai di me e che avrai sempre anche solo una nota da suonarmi, almeno per farmi addormentare felice.

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