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Lago Nitron: il lago che trasforma gli animali in statue

Lago Nitron: il lago che trasforma gli animali in statue

Il lago di Natron si trova a nord della Tanzania in Africa ed è una distesa d’acqua salina conosciuto come “il lago della morte“, e la sua profondità è di appena tre metri. La sua particolarità è quella di trasformare gli animali che si immergono nelle sue acque in statue di pietra, la calcificazione avviene non appena si asciugano dopo l’immersione. Il lago viene definito “infernale” per questa sua caratteristica.

LAGO-NATRON

Il suo colore caratteristico è un rosso scuro con striature biancastre superficiali dovuto al sodio, particolarità in cui si verificano intensi cicli di evaporazione. Quando l’acqua evapora il livello di salinità aumenta e i microrganismi cominciano rapidamente a prosperare. Questi microrganismi comprendono i cianobatteri, sono un tipo di alga blu-verdi che si sviluppano traendo nutrimento dalla luce solare. Questi batteri contengono un pigmento rosso vivo causa del colore del lago, che assume variazioni di colore in base alla profondità.

Altri esseri viventi, oltre ai cianobatteri, che sembrano poter vivere in questo ambiente difficile sono l’Alcolapia latilabris, un pesce che si è adattato alle difficili condizioni, e il fenicottero, grazie ad uno strato protettivo corneo su zampe e becco: difatti l’acqua di questo lago è non solo imbevibile, ma estremamente corrosiva anche per la pelle. La temperatura dell’acqua può raggiungere i 60 gradi e inoltre la sua alcalinità è tra 9 e 11 pH.

 

L’alcalinità è causata da un’elevata concentrazione di natron (da cui prende il nome il lago) che è un composto naturale costituito da carbonato di sodio e bicarbonato di sodio proveniente dalla cenere vulcanica che fuori esce dalla Grande Rift Valley e si riversa nel lago. La causa delle calcificazioni è appunto dovuta alla quantità di natron e il carbonato di sodio, che dagli egizi veniva utilizzato nella mummificazione, opera da “conservante”.

Non si hanno spiegazioni certe dei motivi che spingono gli animali ad avvicinarsi all’acqua, ma la teoria più attendibile si bassa sul riflesso dell’acqua: nessuno sa con certezza come gli animali muoiono, ma pare che la superficie del lago sia molto specchiata e questo li confonde facendoli precipitare nel lago.

Un luogo spettrale e infernale, un cimitero di statue di animali, e qualcuno lo chiama anche Stige come il fiume infernale che Dante descrisse nella Divina Commedia.

Il fotografo, Nick Brandt, è stato sul litorale del lago e ha trovato alcuni animali calcificati dalle acque e scegliendone alcuni tra quelli più belli, li ha esposti come vere e proprie statue e ha fatto un servizio fotografico, inoltre ha raccontato il suo lavoro in un’intervista pubblicata su New Scientist.

Il professore di geologia e geofisica all’Università dello Utah ed esperto della chimica dei grandi laghi africani, Thure Cerling, sostiene che gli animali nelle foto di Brandt sono probabilmente morti di cause naturali in quanto in quella zona ci sono pochi predatori, e i corpi rimanendo a lungo nel lago si sono incrostati dei sali contenuti nelle acque alcaline mummificandosi.

 


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