30/40 minuti…

Ogni mattina salgo sul treno per i pendolari, terzo vagone, primo posto della seconda fila. Mi siedo, prendo un libro, lo apro, lo sfoglio, leggo qualche riga, poi appoggio la testa sul finestrone, guardo le rotaie, mi perdo tra i tetti delle case, tra gli spazi erbosi, il mare da una parte, l’Etna dall’altra.

Ad ogni fermata spero che ne manchino ancora mille. In quei trenta/quaranta minuti di tratta i miei pensieri spiccano il volo: immagino luoghi lontani, esotici, provo a raccontarmi la vita delle persone che salgono e che scendono, estranei del tutto, ma accomunati tutti dal nostro condividere, sebbene per poco tempo, lo stesso spazio. 

Ogni giorno è sempre un racconto nuovo.

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